“Illustri Concittadini”

Una domenica la vogliamo dedicare ad una località interessante ma che non risulta mai ai primi posti tra le destinazioni più gettonate. Questa domenica la vogliamo dedicare alla visita di una cittadina che ha un illustre passato: Sarsina. Perdipiù accompagnati da una guida indigena!

Di arrivare deboli e fuori forma non se ne parla. Decidiamo quindi unanimi di pranzare in una onesta e accogliente trattoria romagnola. La nostra guida ci indirizza verso il ristorante il Minatore a Bora, lungo la valle del Savio. Su internet le recensioni sono discordanti, il nostro informatore ci rassicura: “non temete, arriviamo presto e tutto filerà liscio”

Infatti abbiamo modo di assaggiare dei fantastici primi. Ci siamo divisi un rotolo per antipasto e un arrosto misto condiviso.

Insomma il minimo indispensabile per sopravvivere!

“Il caffè lo prenderemo a Sarsina” ci diciamo.

In pochi minuti di superstrada lungo la valle del Savio arriviamo a Sarsina e troviamo parcheggio in una struttura multipiano in via Linea Gotica. Da subito notiamo che il passato di Sarsina non si nasconde affatto. Di fianco al parcheggio c’è un ampio settore di terreno con degli scavi in corso, pare che durante la realizzazione di un supermercato sia saltato fuori un tempio di epoca romana. Purtroppo gli scavi non sono finiti e il basamento del tempio è ricoperto con dei teloni di plastica. Per raggiungere piazza Tito Maccio Plauto scendiamo delle scale e anche qui ci imbattiamo in una porzione dell’antica pavimentazione del foro. Pare che l’attuale piazza principale ricada esattamente sopra l’antico foro! Pensare che i sarsinati sono decine di secoli che si ritrovano per discutere e fare affari nello stesso identico luogo. Su tre lati della piazza ci sono dei portici e sotto questi portici dei cartelli ci ricordano tutte le opere del figlio più illustre di questa città, commediografo Tito Maccio Plauto, per gli amici Plauto. Che fu uno degli autori più importanti e prolifici della letteratura latina. Pare che la sua casa natale non sia stata ritrovata, ma comunque qui di Plauto c’è molto, soprattutto c’è una grande arena all’aperto dove ogni anno si svolgono delle rassegne teatrali dedicate al repertorio antico. Sotto gli archi di piazza Plauto e tra i numerosi cartelli che ci introducono alle opere di Plauto troviamo un bar dove prenderci il meritato caffè. Chissà forse proprio qui in questo angolo di piazza i sarsinati si saranno fermati a bere qualcosa e a discutere riguardo alle notizie che arrivavano dalla capitale, su quel loro concittadino che stava facendo fortuna!

Seduti in piazza al sole, con il nostro caffè e discorrendo di cose amene ci si fanno le 15, orario di apertura della basilica concattedrale di Santa Maria e San Vicinio. E’ tempo di alzarsi e di fare conoscenza con quest’altro illustre Sarsinate.

Vicinio era un eremita probabilmente originario della Liguria, che se ne stava in preghiera e penitenza su un monte a pochi chilometri da Sarsina. Quando intorno al terzo secolo dopo Cristo il clero e la popolazione cristiana della zona si ritrovò, guarda caso in piazza o allora era ancora il foro per decidere chi sarebbe stato il loro primo vescovo, le storie narrano che un segno miracoloso apparve proprio dove se ne stava ignaro il povero Vicinio. Il quale dovette abbandonare la vita eremitica per diventare il pastore di quella diocesi.

Abbiamo organizzato la nostra giornata anche per essere alle quindici qui. Perché in questa antica chiesa a quest’ora la domenica è possibile partecipare ad un rito antichissimo: ricevere la benedizione con il collare di ferro che il santo usava per le sue penitenze. Infatti nella cappella di destra troviamo una gruppo di persone in attesa del rito. Ovviamente ci accodiamo anche noi. Un anziano prete arriva e apre un tabernacolo/reliquiario che si trova nella cappella, e dopo aver pronunciato delle preghiere invita le persone a mettersi in fila (cosa che ovviamente facciamo anche noi) e uno ad uno ci rechiamo davanti al prete e riceviamo la benedizione con la “catena” del santo che ci viene applicata sul collo.
Pare che molta gente arrivi qui portando affanni e problemi, in cerca di sollievo con la speciale benedizione di san Vicinio.

Usciti dalla antica chiesa (pare di origine bizantina) facciamo il nostro doveroso tributo alla romanità di questo luogo recandoci nel Museo Archeologico di Sarsina.

Consigliatissima questa visita. Qui per pochi euro si fa un tuffo nel passato e si prova ad immaginare come era la città e la vita in questo luogo duemila anni fa.

Purtroppo non possiamo usufruire di una visita guidata, ci attardiamo quindi ai vari cartelli esplicativi (che però ci piacciono sempre meno di una bella e preparata guida!)

In questo museo ci lascia a bocca aperta la “stanza” dove è esposto il mausoleo di Asfionius Rufus!

Hanno costruito perfino una scala a chiocciola ed una balconata per farcelo ammirare da tutte le direzioni.

Completiamo il nostro breve giro della Sarsina Romana arrivando fino al mausoleo di Obulacco, che si trova nei giardini pubblici. Da qui possiamo vedere come Sarsina sia posizionata in alto sulla valle del Savio. La nostra guida indigena dice che la nostra gita non può esser completa senza due passi a Calbano.

Calbano ora è una “periferia” di Sarsina, ma una volta doveva essere un castello o una fortificazione facente parte della cinta muraria della città. Adesso è veramente piacevole farci una breve passeggiata, si tratta di un minuscolo borgo medioevale arroccato in una posizione panoramicissima sul centro storico. C’è al centro una minuscola via pedonale, non mancano ovviamente una piccola chiesa ed un forno. Sul lato monte dell’abitato ci sono delle belle torri cilindriche. Di fianco al borgo/castello di Calbano ad un tiro di sasso è stata costruita l’Arena Plautina. Un teatro all’aperto votato alle rappresentazioni del teatro antico. Forse anche le torri di Calbano sono curiose di vedere come questi moderni si mettono a reinterpretare le opere dell’illustre concittadino.

Il pomeriggio è andato e la nostra guida indigena (su espressa richiesta dello scrivente) ci permette una sosta a Mercato Saraceno. Questa località è simpatica e pittoresca e sicuramente merita una visita, sorge incassata tra le ripide sponde del fiume nel punto in cui era più facile costruire un ponte, qui in passato si svolgevano importanti mercati e commerci. Adesso ne approfittiamo per fare una sosta, prima di riprendere la strada di casa.

Prendiamo un aperitivo nella simpatica piazza Mazzini di Mercato Saraceno, e riprendiamo la strada di casa. Adesso anche noi siamo tra i tanti che ogni anno (nonostante siano passati secoli) raggiungono Sarsina seguendo la fama dei suoi “illustri concittadini”.

Per chi ne vuole sapere di più su i due illustri Sarsinati:

https://camminodisanvicinio.it/info-storiche/la-catena-di-san-vicinio

https://it.wikipedia.org/wiki/Tito_Maccio_Plauto

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