In cammino da Comunanza ad Ascoli Piceno lungo il cammino francescano della Marca

Parte seconda: da Venarotta ad Ascoli Piceno

Dopo aver percorso i 24 Km che ci hanno portato da Comunanza a Venarotta https://oltreilsentiero.altervista.org/in-cammino-da-comunanza-ad-ascoli-piceno-lungo-il-cammino-francescano-della-marca/, partiamo dall’ostello della frazione Castello di Venarotta per intraprendere il cammino che ci porterà alla meta: il Duomo di Ascoli Piceno. https://www.camminofrancescanodellamarca.it/

Appena partiti, dopo la prima salitina, si apre una piazzetta con l’oratorio di San Francesco di Sales e Maria Maddalena Penitente.

L’interno è piccolo ma davvero grazioso.

Sulle pareti affreschi che raffigurano i 4 evangelisti e ai lati dell’altare i Santi Pietro e Paolo.

Dopo la veloce visita scendiamo verso il centro di Venarotta, preceduto dalla fontana storica; grande fonte datata 1882.

Subito una bella colazione presso il bar pasticceria gelateria Alma, dove ci facciamo preparare il nostro pranzo a base di Cacciannanze, tipica focaccia della zona di Ascoli.

Segue una visita alla vicina chiesa dei Santi Cosma e Damiano, neo romanica.

Da qui entriamo nel centro storico passando davanti al comune e arrivando poi alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, detta del Cardinale (chiusa).

Per visitarla bisogna rivolgersi all’ufficio del turismo del comune di Venarotta. https://venarottaturismo.it/punti-di-interesse/santa-maria-delle-grazie/

Proprio a fianco della chiesa si possono vedere i segni bianco/rossi del cammino che ci dirigono verso via IV novembre che percorriamo per poco meno di 1 Km fino a prendere una sterrata sulla sinistra, all’inizio di una curva a gomito.

La sterrata corre all’interno del bosco con ombra refrigerante.

Dopo poche centinaia di metri giriamo sulla destra.

La stradina dopo un po’ diventa sentiero e passando in una zona con fondo e pareti in arenaria, proseguiamo in discesa.

Al primo bivio prendiamo a destra passando tra erba alta che ha quasi invaso il sentiero.

Arriviamo a un altro bivio dove prendiamo a sinistra e dopo pochi metri arriviamo a contrada Salara.

Alla prima casa prendiamo sulla destra una strada che ci porta al torrente Chiaro, che guadiamo passando sulle pietre affioranti dall’acqua.

Appena passato il torrente c’è l’indicazione per la variante che porta a Montedinove https://www.camminofrancescanodellamarca.it/index.php/da-venarotta-a-montedinove-2/, ma noi proseguiamo dritti tra belle formazioni rocciose e con bei panorami che si aprono lungo il cammino.

Arriviamo a immetterci in una strada sterrata più grande all’altezza di un tornante.

Seguiamo la strada passando vicino ad alcune case fino ad arrivare presso una curva dove ci sono alcune case con cani liberi che però ci lasciano passare senza quasi curarsi di noi.

Iniziamo a salire con ampi tratti scoperti dove il sole batte forte.

Arriviamo a una chiesetta solitaria con panchina e tavolo, ma sotto il cocente sole, così desistiamo dal fermarci.

Continuando a salire arriviamo a incrociare una stradina asfaltata.

Sulla destra troviamo una chiesetta piuttosto mal ridotta e sulla nostra sinistra la frazione di Vena Piccola, di fronte a noi il panorama su Vena Grande.

Prendiamo a destra della chiesetta, in salita e in pochissime centinaia di metri arriviamo a Tirabotte.

Passate le case di Tirabotte prendiamo sulla destra e poi a sinistra in discesa fino a raggiungere una casa diroccata sulla destra.

Di fronte alla casa c’è una fontanella che ci era stata segnalata da due signore di Tirabotte con cui ci eravamo fermati a parlare.

L’acqua è potabile e riempiamo le nostre borracce.

Dopo la casa la stradina finisce e inizia il sentiero sulla sinistra che scende all’interno del fitto bosco e con il sentiero insidiato dalla vegetazione.

Attenzione lungo la discesa perchè il sentiero in alcuni punti è ripido e un po’ scivoloso.

Arriviamo sulla piana e usciamo su una radura dove l’erba alta confonde un po’ la traccia del sentiero, ma per fortuna è ancora visibile.

Attraversiamo la radura fino a incontrarci con una strada che scende e che prendiamo a destra fino ad arrivare in pochi metri ancora al torrente Chiaro che guadiamo un’altra volta.

Dopo un po’, lungo il sentiero incrociamo una strada sterrata che in ripida salita, per circa 600 metri, ci porta alla strada provinciale 63, a pochi metri dalla frazione Villa Curti.

Prendiamo a destra sulla provinciale in leggera salita per circa 100 metri, poi al bivio per Gimigliano prendiamo a sinistra e in decisa salita sotto il sole saliamo per 800 metri fino a una curva a gomito, dove sulla sinistra prendiamo una strada sterrata.

Per chi ha tempo e forza si potrebbe salire in circa 1,1 Km lungo la strada fino al borgo di Gimigliano, dove è anche il santuario della Madonna Addolorata.

Qui nel 1948 avvennero delle apparizioni prima di Angeli e poi della Madonna alla tredicenne Anita Federici.

Altre 500 persone testimoniarono di aver visto la Madonna o figure luminose presso la rupe dove ora sorge il Santuario.

Per saperne di più: https://venarottaturismo.it/punti-di-interesse/santuario-della-madonna-addolorata/

Tornando al cammino, proseguiamo sulla sterrata per cento metri, poi giriamo a destra dove è il cartello del cammino che ci indica che quella che stiamo facendo è l’ultima salita e che Ascoli dista 5,9 Km.

I panorami lungo il cammino sono molto belli, ma il grande caldo non ce li fa apprezzare come dovremmo.

Bella la vista sulla rupe che si staglia proprio davanti a noi.

Entriamo in salita nel bosco per poi uscire poco dopo in uno sterrato che costeggia la rupe.

La strada è bloccata al traffico per una frana, caduta dalla rupe sovrastante, che ha invaso la strada ma che comunque permette a chi va a piedi di passare.

Da qui scendiamo lungo la strada sterrata che si apre sul panorama di colle San Marco e monte Piselli che sovrastano la città di Ascoli Piceno.

Scendiamo passando vicino ad alcune case, con viste anche sul monte dell’Ascensione, lungo la sinuosa stradina che tra campi coltivati scende placidamente verso Ascoli.

Arriviamo a una strada asfaltata facendo un tornante sulla sinistra e poco dopo ci troviamo avanti la chiesetta di Sant’Antonietto (chiusa) con una fontanella sul piazzale antistante da cui riempiamo le nostre borracce.

Ancora poche decine di metri e scendiamo su una strada più grande che seguiamo fino ad arrivare in circa 700 metri al cimitero comunale.

Da qui proseguiamo dritti in via San Serafino da Montegranaro e dopo 1,2 Km arriviamo alla grande fonte di Sant’Emidio, lavatoio pubblico edificato nel 1600.

Molto bella.

Fonte di Sant’Emidio

Da qui tramite il ponte romano entriamo nel centro storico da porta Solestà.

Saliamo fino alla chiesa di San Pietro Martire.

Entriamo, la chiesa è gotica, molto bella e imponente.

Notiamo tracce di affreschi trecenteschi sulle colonne e sull’abside sinistra, ma il nostro interesse è richiamato dal meraviglioso reliquiario del quattrocento di Nicola da Campli che contiene una spina della Sacra Corona di Gesù Cristo donata nel 1290 dal re di Francia Filippo IV.

Usciamo davanti alla chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, purtroppo chiusa.

In via del Trigno entriamo nel bel chiostro di San Francesco, dove si sta svolgendo il mercato dell’antiquariato.

Dal chiostro ci spostiamo all’attigua chiesa di San Francesco.

Splendido il portale principale con colonnine tortili, motivi floreali e colonnine con leoni ai lati e pinnacoli nella cui parte alta ci sono le statue di San Francesco e Sant’Antonio.

Interessante anche l’affresco in lunetta.

Bellissimo anche il portale laterale su piazza del Popolo, con bei capitelli e affresco sulla lunetta.

Sopra si erge il monumento del 1510 a papa Giulio II.

L’interno è imponente e gotico, molto luminoso.

Molto bello il pulpito in travertino di inizio 1600 addossato a una colonna.

Notiamo il monumento funebre della contessa Costanza Cavina Saladini.

Usciamo vicino alla loggia dei mercanti e ci troviamo nella splendida piazza del Popolo, che ha bancarelle di antiquariato, che la soffocano un po’.

La piazza comunque non perde il grande fascino con i sui loggiati raffinati e i palazzi con i merli.

Peccato che il palazzo dei Capitani del Popolo (capolavoro) è in ristrutturazione e coperto da un telo che ne riporta il disegno.

In fondo alla piazza lo storico caffè Meletti.

Da qui ci spostiamo verso piazza Arringo e la meta del nostro cammino: il Duomo di Sant’Emidio.

Entriamo nella cattedrale per la cui descrizione (oltre a quella del vicino battistero e del museo diocesano) vi rimandiamo all’articolo “Un assaggio di Ascoli” https://oltreilsentiero.altervista.org/un-assaggio-di-ascoli/

Concludiamo così il nostro Cammino Francescano della Marca da Comunanza ad Ascoli Piceno.

In questa seconda tappa abbiamo percorso 18,7 Km di uno splendido percorso, consigliato soprattutto in primavera e autunno (in estate fa molto caldo e ci sono diversi tratti scoperti).

Consigliate scarpe da trail, abbondante acqua, crema solare, cappello, pantaloni lunghi per i passaggi tra erba alta e qualche rovo.

Articoli nelle vicinanze:

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