Vallombrosa

Il nome evoca un luogo buio, tenebroso, magari a qualcuno può far pensare al Bosco Atro del Signore degli Anelli.

Un posto non sicuro?

Un luogo pieno di insidie?

Niente di tutto questo.

Il luogo rifulge di una sua luce interiore.

Un luogo che emana una forza e una bellezza spirituale e artistica, oltre che paesaggistica.

Insomma un luogo affascinante e indimenticabile.

La bellezza inizia già prima di arrivare.

Arriviamo dal B&B da Roland dove abbiamo trascorso la notte.

Il B&B si trova a Pratovecchio-Stia, nella zona Pian del Papa, in splendida posizione panoramica.

La vista spazia sulla valle dell’Arno con vista su Poppi.

Il B&B è anche in posizione tranquilla, adatto a chi ama la tranquillità e il relax.

Camere pulite e decorose, colazione discreta.

Ma torniamo a Vallombrosa, verso cui partiamo la mattina.

In circa 30 minuti arriviamo passando per Montemignaio e poi per una spettacolare foresta, in una zona chiamata via del Paradisino, nome azzeccato, la foresta è davvero fantastica.

Arrivati nella zona dell’Abbazia, parcheggiamo sul suo fianco destro.

L’abbazia è imponente e fortificata.

Sembra un castello o un imponente palazzo nobiliare.

Davanti al muro di cinta dell’Abbazia c’è la peschiera, ora priva di acqua e in ristrutturazione.

Entriamo dal portone dell’Abbazia, ai lati ci sono gli orti dei frati.

Sulla sinistra si trova la farmacia, dove sono in vendita i prodotti dell’Abbazia.

Qui si possono trovare cioccolate, liquori, marmellate, miele e poi pappa reale, gel, oli balsamici, caramelle e tanto altro.

Arriviamo davanti la chiesa dell’Abbazia dove leggiamo che c’è una visita guidata all’interno dell’Abbazia (che altrimenti non è visitabile) alle ore 11:00 in via eccezionale.

Per gli orari normali di visita controllare sul sito https://monaci.org/

Entriamo con la nostra guida, che è un monaco benedettino vallombrosano.

Attualmente ci dice che i monaci presenti sono 7.

Il primo ambiente visitato è la chiesa, costruita nel 1058 come piccola cappella e poi ingrandita.

Ha pianta a T.

Bello il tramezzo del quattrocento che separa la parte riservata al popolo da quella riservata ai monaci.

All’interno sono ricordati i Santi dell’ordine, quali Sant’Atto, abate di Vallombrosa e poi vescovo di Pistoia, inoltre San Pietro Igneo, il beato Tesauro Beccaria e San Giovanni Gualberto.

Interessante è la pala con il martirio di San Sebastiano e il vicino leggio monumentale datato 1592.

Dietro l’altare notevolissimo è il coro ligneo opera di metà 1400.

Belle le cappelle del transetto, in particolare quella dedicata a San Giovanni Gualberto.

Bella la sagrestia con la pala di Raffaellino del Garbo di inizio 1500 che raffigura San Giovanni Gualberto in trono tra San Giovanni Battista, Maria Maddalena, Bernardo degli Uberti e Santa Caterina d’Alessandria.

Di fronte è una bella terracotta invetriata di Luca della Robbia.

Chiesa davvero interessante.

Ma passiamo al monastero.

Il monastero è di proprietà statale; si possono fare foto o riprese solo per scopo personale.

Non è possibile quindi condividere le foto fatte all’interno.

Iniziamo dall’aula capitolare, con tele moderne che raffigurano episodi della vita di San Benedetto.

L’accostamento moderno-antico non ci convince molto.

Di fronte troviamo l’entrata del chiostro, rimaneggiato, che presenta una meridiana sulla parete.

Interessanti i peducci delle volte a crociera che circondano il chiostro.

La nostra guida ce ne illustra due in particolare, davvero interessanti.

Arriviamo all’antirefettorio dove troviamo un monumentale lavabo in pietra sopra cui è una terracotta policroma invetriata rappresentante la Madonna tra i Santi Giacomo maggiore e Giovanni Gualberto opera di Benedetto Buglioni.

Passiamo così all’antico refettorio.

Davvero un bel colpo d’occhio tra antichi tavoli, schienali e il pulpito.

Ci spostiamo nell’antica cucina, davvero bella, con un monumentale camino, l’antico lavabo, il vecchio forno e vari utensili.

Da qui usciamo nel raccolto chiostro del mascherone che prende il nome dalla testa di leone (fonte) sopra una vasca.

Graziosa la loggetta sul lato del chiostro.

Usciamo ringraziando la nostra gentile guida. (La visita è gratuita, ma è bene lasciare un’offerta all’uscita)

Davvero bella Vallombrosa che al contrario del nome è come un raggio di sole che illumina la zona.

Ripartiamo per il pranzo e per un’altra scoperta.

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