Dopo aver visitato il parco del Cardeto, vogliamo scoprire altre zone naturalistiche di Ancona.
La città di Ancona offre notevoli possibilità per passeggiate e trekking che scendono al mare, oggi proveremo a scoprirne alcune, ma altre ancora sono percorribili soprattutto nella parte a sud-est della città.
Per queste ci attrezzeremo per altre uscite.
Sulla cima del colle Astagno, all’interno delle mura cinquecentesche del Campo Trincerato sorge il parco della Cittadella.
Arriviamo da via circonvallazione e parcheggiamo nel posteggio avanti l’entrata del parco.
Entriamo dal passaggio coperto che sbuca all’interno del parco.


E’ domenica e il parco è abbastanza affollato da persone che si dedicano a varie attività.
C’è chi corre, chi fa Nord Walking, chi gioca a calcio, bambini che si divertono sui giochi, chi è steso sull’erba a prendere il sole, chi semplicemente passeggia e chi si rilassa seduto sulle tante panchine disseminate lungo i percorsi interni al parco.
Noi invece andiamo ad esplorare.
Saliamo in un tratto scoperto fino ad arrivare ad una zona alberata.


In discesa arriviamo alla Polveriera “Beato Amedeo” che è un po’ inglobata nella vegetazione, in condizioni di abbandono.


Poco più in la troviamo una casetta che probabilmente era funzionale alla zona militare.

Ancora più avanti un grande prato con muri sui lati, in questo luogo sorgeva un’altra polveriera, opera di Giuseppe Morando.

Lambiamo un’altra casetta e tra bei vialetti alberati usciamo di nuovo fuori dalla zona coperta dalla vegetazione, trovandoci in un bel viale; a destra ancora una casetta, a sinistra il “Giardino delle Rose” a ricordo del passato di Ancona, che era famosa per la bellezza e il profumo delle sue rose.


Saliamo sulla parte più alta del parco dove notiamo alcune belle piante di agave, di cui due fiorite.


Scendiamo verso l’uscita con i suoi possenti bastioni.

Saliamo in auto e ripartiamo destinazione via panoramica, per esplorare la costa con il monte a picco, siamo nella zona del Passetto.
Il primo percorso che andremo ad attaccare è il sentiero della Grotta Azzurra che avevamo percorso anche dopo la visita al parco del Cardeto.
Scendiamo dai giardinetti che troviamo lungo via Panoramica.

La discesa è decisa e in poco tempo arriviamo alla scogliera.

Da qui iniziano le grotte dei pescatori.

Spesso si tratta di grotte con ogni confort e con lo spazio antistante cementato dove non di rado si vedono tavolate imbandite.

La sfilata di grotte è lunga, qualcuna è più curata e altre meno.


Alla fine delle grotte c’è un’insenatura artificiale, ricavata con scogli.

Dopo l’insenatura la costa con il monte che incombe sopra minaccioso, continua fino al porto e sopra si staglia nitida la sagoma della cattedrale di San Ciriaco.

La baia è spettacolare con il connubio tra monte e mare che convivono in un delicato equilibrio.

Prendiamo la via del ritorno e ci ritroviamo in via Panoramica, la seguiamo andando in direzione del Passetto.

Dopo qualche centinaio di metri sulla sinistra si apre un belvedere, prendiamo sulla sinistra il sentiero che in decisa discesa ci porta alla base del declivio.


Anche qui vediamo molte grotte dei pescatori, una di seguito all’altra, alcune molto colorate e curate, anche qui alcune sono aperte e possiamo sbirciare dentro.


Sono attrezzate con cucina, tavolo, sedie, sdraie, frigorifero, insomma tutto ciò che serve per momenti conviviali e di relax.
All’esterno di alcune grotte troviamo tavoli con persone intente a giocare a carte, incuranti dei molti che passeggiano lungo la striscia di cemento (l’unica cosa che stona in un ambiente meraviglioso) che parte dalla base del Passetto ed arriva fino alla seggiola del Papa.
Arriviamo proprio alla seggiola del Papa, che è uno scoglio naturale, di grande dimensione alto qualche metro in scenografica, pittoresca posizione, in un punto della costa pieno di scogli naturali a pochi metri dalla riva.

La seggiola del Papa è molto ricercata per foto (ne abbiamo viste molte fatte all’alba), anche perché si rispecchia nel piccolo tratto di mare che la divide dalla riva.

La seggiola del Papa è comunque raggiungibile camminando su scogli affioranti dal livello del mare.

Proseguiamo oltre e superata abbastanza agevolmente una punta ci ritroviamo in un’altra piccola baia con al centro una spettacolare, particolare e isolata grotta dei pescatori con cancello bianco e blu che ricorda molto le case delle isole greche.

Alla fine della baia c’è un’altra punta, ma non è possibile proseguire via terra.


Torniamo indietro, superiamo il sentiero che abbiamo utilizzato per scendere e sempre con le grotte dei pescatori al fianco ci dirigiamo verso la base del Passetto.

Superiamo gli ascensori ed arriviamo alla base della grande scalinata a doppia rampa che sale al Monumento dei Caduti.


Continuiamo diritti per qualche metro ancora fino ad arrivare al ristorante (chiuso) “La luna al Passetto”, lo superiamo, ma poi troviamo un cartello con il divieto di passeggio per pericolo di crolli dalla scogliera.


Ci fermiamo e ritornati alla Scalinata la imbocchiamo fino a salire al belvedere Virna Lisi, da cui si gode un notevole panorama marino e da qui saliamo al retrostante Monumento dei Caduti.


Riprendiamo via Panoramica al contrario per tornare all’auto.
Ripresa l’auto, anche se stiamo per giungere al tramonto, ci spostiamo per via Thaon de Revel in direzione sud fino al cimitero di Pietralacroce, nel cui parcheggio ci fermiamo per intraprendere l’ultima escursione di giornata.
Attacchiamo il sentiero per la spiaggia della Scalaccia.
Il sentiero inizia subito in decisa discesa, passiamo quasi subito a fianco di una villa e ad accoglierci c’è un cane che si fionda verso il cancello ed abbaia ripetutamente.


Da qui la strada sterrata lascia il posto al sentiero vero e proprio che scende verso la scogliera.
Arrivati al margine della scogliera la direzione del sentiero volge a sud e camminiamo lungo il bordo della scogliera con alcuni spettacolari affacci, con sedie e panche per contemplare e gustare con calma il panorama.


Dopo un tratto in piano ricominciamo la discesa, ritornando a camminare verso est.
Ora il sentiero è più ripido con alcuni tratti con scalini.

Ci ritroviamo così a dominare la spiaggia sottostante della Scalaccia che è alla nostra sinistra, ma anche la spiaggia sulla destra della punta da cui stiamo scendendo.

Vediamo anche la peschiera romana consistente in tre vasche per l’allevamento del pesce, risalenti all’epoca romana e che essendo immerse nel mare sono visibili solo dall’alto e con mare calmo.
Oggi per fortuna il mare è calmo e riusciamo ad intravederle.

Arriviamo finalmente sulla spiaggia, subito c’è un passaggio delicato su una stretta trave in legno, per oltrepassarla bisogna aiutarsi con una corda fissata a fianco per rendere più sicuro il transito.

Poco dopo arriviamo dinanzi ad altre grotte dei pescatori con passaggi obbligati e segnalati da frecce e con un tratto addossato alla roccia.


Davanti alla costa vediamo numerose rocce appiattite affioranti dal mare, per un insieme da favola con sullo sfondo altre grotte e ancora a chiudere il panorama troviamo il Passetto con i suoi ascensori che già sono illuminati perchè il tramonto è piuttosto avanzato.

Il cammino è parecchio accidentato, bisogna spesso fare attenzione a dove si mettono i piedi per evitare distorsioni, ma proprio questo tragitto accidentato da maggiore bellezza al percorso.


Vediamo la luna piena salire dal mare e questo ci consiglia che è ora di tornare indietro prima che la notte ci sorprenda lungo il sentiero.

Per questo risaliamo con passo spedito, nonostante la ripida salita in alcuni punti.
Arriviamo al parcheggio e le ultime luci del giorno si sono appena spente.
Missione compiuta.
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